Reflusso gastroesofageo: Sintomi, cause e rimedi naturali

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Reflusso Gastroesofageo
Reflusso Gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo, è un disturbo digestivo che colpisce lo sfintere esofageo inferiore, l’anello muscolare tra l’esofago e lo stomaco. Molte persone, comprese le donne in gravidanza, soffrono di bruciori di stomaco o di indigestione acida causati dal reflusso. I medici ritengono che alcune persone soffrono di questa patologia a causa di una condizione chiamata ernia iatale. Nella maggior parte dei casi, il reflusso gastroesofageo può essere curato attraverso una dieta sana ed uno stile di vita meno sedentario; tuttavia, alcune persone necessitano di un’adeguata cura farmacologica o addirittura di un intervento chirurgico per risolvere il problema.

Come si manifesta il reflusso gastroesofageo?

Il reflusso gastroesofageo si manifesta con il ritorno del contenuto dello stomaco fino all’esofago. In digestione normale, lo sfintere esofageo inferiore si apre per consentire il passaggio del cibo nello stomaco e si chiude per impedire che gli alimenti vadano nuovamente nell’esofago. Il reflusso gastroesofageo si verifica quando lo sfintere esofageo è debole o si rilassa in modo inappropriato, permettendo al contenuto dello stomaco di fluire nell’esofago. La gravità della patologia dipende dal grado di disfunzione dello sfintere esofageo, nonché dal tipo e dalla quantità di liquido acido portato dallo stomaco e dall’effetto neutralizzante della saliva.

Qual è il ruolo dell’ernia iatale nella patologia da reflusso gastroesofageo?

Alcuni medici ritengono che un’ernia iatale possa indebolire lo sfintere esofageo e aumentare il rischio di reflusso gastroesofageo.

L’ernia iatale si verifica quando la parte superiore dello stomaco si muove nel torace attraverso una piccola apertura nel diaframma.

Il diaframma è il muscolo che separa l’addome dal petto. Studi recenti dimostrano che l’apertura nel diaframma aiuta a sostenere l’estremità inferiore dell’esofago. Molte persone con un’ernia iatale non manifestano alcun sintomo, altre invece lamentano il classico “nodo in gola” che si verifica quando il cibo risale dallo stomaco fino all’esofago.

La tosse , il vomito, la tensione o l’esercizio fisico improvviso possono causare una maggiore pressione nell’addome con conseguente aumento del rischio di sviluppare un’ ernia iatale.

L’obesità e la gravidanza contribuiscono anche a questa condizione. Nonostante l’ernia iatale sia una patologia che solitamente si manifesta nei soggetti tra 45 e 50 anni, l’alimentazione errata, lo stress o uno sforzo improvviso, possono causare la comparsa di un’ernia iatale a qualsiasi età.

Solitamente le ernie iatali non richiedono un trattamento specifico. Tuttavia, potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente in caso di ernia iatale strozzata (condizione grave che richiede un urgente intervento chirurgico) o in caso di esofagite da reflusso (grave infiammazione dell’esofago). Il medico può eseguire interventi chirurgici per ridurre la dimensione dell’ernia.

Quali altri fattori contribuiscono al reflusso gastroesofageo?

Le scelte dietetiche e di stile di vita possono contribuire a sviluppare questa patologia. Alcuni alimenti e bevande, tra cui cioccolatomenta piperita, alimenti fritti o grassi, caffè o bevande alcoliche, possono causare reflusso e bruciori di stomaco. Gli studi dimostrano che il fumo di sigaretta rilassa lo sfintere esofageo favorendo la comparsa della patologia.

Quali sono i sintomi del bruciore di stomaco?

Il bruciore di stomaco, chiamata anche indigestione acida , è il sintomo più comune del reflusso gastroesofageo e di solito si manifesta con un dolore toracico che comincia dietro il petto e si irradia verso il collo e la mandibola. Molte persone confondono questi sintomi con quelli di natura cardiovascolare.

Il bruciore di stomaco può durare fino a 2 ore e spesso peggiora dopo i pasti. Sdraiarsi o piegarsi può anche peggiorare i sintomi. Essi possono alleviarsi mantenendo una posizione eretta o assumendo farmaci antiacidi.

Come possono essere alleviati i sintomi del reflusso

I medici raccomandano di migliorare lo stile di vita, l’alimentazione e di eliminare il fumo di sigaretta. Queste accortezze possono evitare di causare danni allo stomaco e all’esofago e riducono le probabilità di sviluppare un adenocarcinoma gastrico.

Spesso si consiglia di evitare cibi e bevande che possono indebolire lo sfintere esofageo. Gli alimenti come cioccolato, menta piperita, alimenti grassi, caffè e bevande alcoliche, agrumi e succhi di frutta, prodotti a base di pomodoro e pepe, dovrebbero essere assolutamente evitati anche se non si manifestano i sintomi della patologia. Diminuire le porzioni dei pasti può aiutare ad alleviare i sintomi e se si è in sovrappeso, bisognerebbe dimagrire provando il metodo del conteggio calorico. E’ inoltre consigliabile mangiare almeno 3 ore prima di coricarsi per evitare la risalita dell’acido dallo stomaco.

Per il reflusso cronico, il medico può prescrivere farmaci per ridurre l’acido nello stomaco. Un esempio sono i betabloccanti, che inibiscono la secrezione acida. Altri tipi di farmaci che permettono di bloccare la patologia sono gli inibitori della pompa protonica. Uno di questi è l’omeprazolo. Nel caso in cui non vogliate ricorrere ai farmaci, vi sono numerosi rimedi naturali che vi permetteranno di alleviare i fastidiosi sintomi della patologia e contemporaneamente vi consentiranno di perdere qualche chilo di troppo.

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