Infezione da Pneumococco e Meningite: Cause, Diagnosi e Trattamento

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Infezione da Pneumococco
Infezione da Pneumococco

L’infezione da pneumococco è un’infezione causata dal batterio Streptococcus pneumoniae. Il pneumococco può causare molti tipi di malattie, comprese le infezioni dell’orecchio e la meningite. Ci sono vaccini per prevenire la malattia da pneumococco nei bambini e negli adulti.

Tipi di Infezione da Pneumococco

I batteri dello Streptococcus pneumoniae possono causare molti tipi di malattie. Alcune di queste possono essere pericolose per la vita.

Il pneumococco è la causa più comune di infezioni del sangue, polmoniti, meningiti e infezioni dell’orecchio medio nei bambini piccoli.

Oltre alla polmonite, il pneumococco può causare anche altri tipi di infezioni, come:

  • Infezioni dell’orecchio
  • Infezioni del seno
  • Meningite (infezione del tessuto che copre il cervello e il midollo spinale)
  • Batteriemia (infezione del flusso sanguigno)

I medici considerano alcune di queste infezioni come “invasive”. Infezione invasiva significa che i germi invadono parti del corpo normalmente prive di essi. Ad esempio, i batteri pneumococcici possono invadere il flusso sanguigno, i tessuti, i liquidi che coprono il cervello e il midollo spinale causando la meningite. Quando ciò accade la malattia è solitamente ad uno stadio avanzato e richiede un trattamento specifico in ospedale. In alcuni casi la malattia può essere fatale.

Fattori di rischio e contagio

Chiunque può contrarre l’infezione da pneumococco, tuttavia alcune persone risultano essere più predisposte di altre. Alcuni individui con determinate condizioni cliniche sono esposti ad un rischio elevato di contrarre la patologia.

Bambini a rischio di infezione da pneumococco

I bambini a maggior rischio di malattia da pneumococco presentano il seguente quadro clinico:

  • Hanno meno di 2 anni
  • Bambini che hanno sviluppato alcune gravi patologie (anemia falciforme, infezione da HIV, diabete, condizioni immunitarie compromettenti, sindrome nefrosica o malattie croniche di cuore, polmoni, reni o fegato)
  • Hanno perdite di liquido cerebrospinale (CSF) (fuga del fluido che circonda il cervello e il midollo spinale)

Adulti a rischio di malattia da pneumococco

Se sei tra gli individui a rischio di sviluppare un’infezione da pneumococco, parla con il tuo medico, informati di quali vaccini hai bisogno e cerca di prevenire il prima possibile la patologia.

Gli adulti di età pari o superiore a 65 anni sono più rischio di contrarre l’infezione.

Alcuni adulti di età compresa tra i 19 ei 64 anni sono da considerarsi a rischio, inclusi quelli con il seguente quadro clinico:

  • Hanno contratto malattie croniche (malattie croniche del cuore, del fegato, dei reni o del polmone [compresa la malattia polmonare ostruttiva cronica, l’enfisema e l’asma], il diabete o l’alcolismo)
  • Presentano condizioni che indeboliscono il sistema immunitario (HIV / AIDS, cancro o milza danneggiata / assente)
  • Sono fumatori.

Contagio

I batteri pneumococcici si diffondono da persona a persona attraverso il contatto diretto con le secrezioni respiratorie, come la saliva o il muco. Molte persone, in particolare i bambini, possono essere portatori sani e non manifestano alcun sintomo, tuttavia questi sono individui altamente contagiosi.

 

Diagnosi e Trattamento

La diagnosi precoce e il trattamento sono molto importanti per riconoscere la malattia pneumococcica invasiva. È importante sapere se si tratta di una malattia da pneumococco perché il trattamento cambia a seconda della causa. Nel caso della malattia da pneumococco, gli antibiotici possono aiutare a prevenire gravi malattie.

Se i medici sospettano una malattia pneumococcica invasiva , come la meningite o le infezioni del flusso sanguigno, raccolgono campioni di liquido o sangue cerebrospinale e li inviano ad un laboratorio per i test.

L’identificazione dei batteri pneumococcici dal campione raccolto aiuta i medici a confermare che l’infezione da pneumococco è presente nell’organismo. Inoltre, la crescita dei batteri in un laboratorio è importante per identificare il tipo specifico di batteri che causa l’infezione. È anche importante per decidere quale antibiotico funzionerà meglio.

Per la polmonite da pneumococco non invasiva negli adulti, è possibile effettuare un particolare esame delle urine per comprendere al meglio le cause della patologia. Per altre infezioni da pneumococco, come le infezioni dell’orecchio e del seno, i medici di solito effettuano una diagnosi sulla base di una storia e di risultati dell’esame fisico che supportano l’infezione da pneumococco.

Strategia Terapeutica

Prima di intraprendere una strategia terapeutica per la cura dell’infezione, è doveroso accertare il patogeno coinvolto nella malattia: i campioni sui quali è possibile isolare il batterio sono il sangue (per l’emocoltura) e l’espettorato (per l’analisi colturale e microscopica). Molti streptococchi sono morfologicamente simili, perciò è facile confondere un ceppo con un altro; per questo motivo, la coltura del batterio è sempre indispensabile.

Ad ogni modo, l’analisi microscopica di un campione di materiale purulento, del liquor o dell’espettorato è utile per sospettare l’infezione da pneumococco ed eventualmente iniziare una terapia mirata in attesa dei risultati dell’analisi colturale.

Il test dell’optochina (a-etilidrocupreina) identifica e distingue le colonie di pneumococco dagli altri eventuali streptococchi viridanti, molto affini dal punto di vista morfologico: a differenza degli altri streptococchi, lo pneumococco sembra essere sensibile all’optochina.
Ancora, il test della sensibilità ai sali biliari è utilizzato a fini diagnostici per evidenziare gli pneumococchi: in presenza di Sali biliari (sodio desossicolato 0,05%), i patogeni appartenenti a questa categoria vanno incontro alla lisi in tempi assai ristretti.

Il test dell’agglutinazione con Omniserum (una particolare reazione di rigonfiamento capsulare), viene adoperato, invece, per agglutinare tutti i tipi di pneumococco.
Per un’indagine diagnostica ancor più approfondita, è necessario avvalersi della cosiddetta TIPIZZAZIONE, dunque l’identificazione esatta del tipo di pneumococco coinvolto nell’infezione: per questa indagine, è possibile avvalersi della reazione di Neufeld (o di rigonfiamento capsulare) o dell’agglutinazione su vetrino.

Ricerca degli anticorpi

Contrariamente a quanto si possa pensare, la ricerca di anticorpi contro gli antigeni non è utilizzata tra le tecniche diagnostiche, dal momento che i tipi di antigeni che possono essere coinvolti nell’infezione pneumococcica sono numerosissimi.
Sembra, tuttavia, che l’indagine diagnostica migliore per un’infezione invasiva da pneumococco sia la reazione polimerasica a catena (o più semplicemente PCR), nonostante questa tecnica sia poco diffusa.

La ricerca del polisaccaride pneumococcico in un campione di urine non è consigliata: difatti, questa indagine diagnostica, si è rivelata poco specifica per le infezioni pneumococciche.

Cure

Lo pneumococco mostra una discreta sensibilità ad alcuni antibiotici, in particolare a penicilline, eritromicina e tetracicline. Nonostante quanto detto, non mancano le segnalazioni di resistenza ai farmaci, soprattutto alle penicilline: negli USA, si stima che il 5-10% degli pneumococchi responsabili d’infezione sia completamente resistente a questi farmaci, mentre il 20% viene considerato moderatamente resistente.
La resistenza alla penicillina è conseguenza dell’alterazione delle proteine che legano il farmaco, non tanto della sintesi di beta lattamasi.
In linea generale, le infezioni da pneumococco vanno trattate con l’associazione amoxicillina + acido clavulanico; anche le cefalosporine sono farmaci indicati per eradicare le infezioni da pneumococco.

 

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